Presentazione

Il Direttore Responsabile

Nel rutilante e caotico mondo dell’economia e delle trasformazioni sociali e culturali, un fattore oggi

è certo: la consapevolezza che attingere al passato sia sempre più rassicurante ed utile, sempre che lo si faccia in modo non nostalgico o retrocedente, ma come fonte di ispirazione e di rinnovamento. Un’altra cosa è altrettanto certa e senz’altro fra le poche a far prevedere mai il

decadimento, magari l’evoluzione, la trasformazione, si ma non la fine: il gusto. Quel meraviglioso, atavico, irresistibile amore per la tavola, per la genuinità di un sapore, l’ebbrezza di un aroma, la bellezza e la bontà di un piatto appena preparato.

Vetrine di Calabria, che di tutto ciò è ormai un importante e irrinunciabile volume dedicato ai sapori e alla tradizione dell’artigianato, sa e si propone al pubblico esigente e attento, in modo sempre più dettagliatamente informativo e completo.

L’edizione 2009 che mi pregio di presentare, costituisce una eccellente guida alle consapevolezze sopra individuate e che sono rappresentate dalle più visibili e rintracciabili realtà produttive calabresi, all’interno delle quali il coraggio e la perseveranza hanno determinato la riuscita, non senza grandi fatiche e applicazioni professionali, ed il successo nel variegato universo delle produzioni aziendali regionali e nazionali ma anche internazionali.

Vetrine di Calabria, possiamo ben dire, è una completa guida della nostra bella regione non solo dal punto di vista commerciale nel senso più stretto ma anche un vademecum, un libro da collezione per le informazioni turistiche, giacchè la mappa dei sapori è già intrinsecamente una cartina geografica, un invito al turismo più intelligente, ragionato, ricco di notizie, capace di apportare giovamento culturale, oltre che appagamento del palato a chi, fortunato, avrà il piacere di trasformare la lettura del libro in attività pratica. Un esempio? Come fare, dopo avere incontrato sulle pagine patinate di VdC, a non trasformare in momento esperienziale un vellutato formaggio della Sila dove la goccia c’è davvero ed è quella del latte dei pascoli più verdi? Oppure come non

voler mutare la visione di un vermiglio salume o di un fresco sottaceto in estasi gastronomica? Non potrei sopportare di accontentarmi di una semplice impressione retinica di un ragù, rischierei di ingurgitare la pagina… rimanere con l’acquolina in bocca, credetemi, è il peggior supplizio che una persona possa infliggersi nella vita…!

Dunque l’editore Tommaso Perrone, ha sempre saputo che una stampa fine a sè stessa non avrebbe avuto senso, infatti, sfogliando queste pagine, ci rendiamo subito conto che l’intento non è quello di far sognare, ma è un passo più avanti: l’invito a trasformare il sogno in realtà, servendosi dei consigli e delle segnalazioni per aiutare il fruitore a districarsi dalle inutili e cieche ricerche d’acquisto o semplicemente di conoscenza di tutto ciò che la Produzione Calabrese rappresenta, e non solo in termini alimentari. Nella mia attività di giornalista e promotore turistico, spesso mi trovo a viaggiare per “reportare” eventi e importanti expo riguardanti turismo, cultura e spettacolo.

La BIT (Borsa Internazionale del Turismo) ad esempio, che si tiene nell’immenso complesso fieristico di Rho, è uno di questi. Qui s’intrecciano tutte le componenti che caratterizzano i brand dell’industria turistica e, oltre agli aspetti più propriamente specifici e inerenti il settore, grande respiro si dà all’artigianato e alla gastronomia, come componenti d’eccellenza e identificativi di un territorio. Parlando di cucina tipica, “eventi negli eventi” appaiono nel panorama di questa kermesse ricordando per certi versi anche il CIBUS o VINITALY solo per citarne alcuni fra i più importanti in Italia, apprezzatissimi da tutto il mondo.

La Bit pur occupandosi di travel industry, adibisce padiglioni ed aree specifiche illustranti anche straordinarie mappe del gusto. Certicibit, è uno degli eventi che ha egregiamente esposto delucidazioni su vini, formaggi, educazione alimentare, storia di popoli. Questa citazione solo per avvalorare quanto sopra dichiarato, ma poi non dimentichiamo le numerosissime iniziative minori finalizzate al recupero dei antichi sapori, mestieri, tradizioni che ben si integrano con le nostre tecnologie e visioni moderne, componendo così una speciale alchimia di offerte che incontrano altrettante interessanti domande. Stiamo percorrendo una via di sano e giusto rinsavimento dal delirio post moderno che ci ha fatto correre, sintetizzare e massificare il nostro consumo, la nostra vita tritatutto. VdC è un esempio di questo nuovo fermento che guarda al passato con slancio contemporaneo, affidando alle produzioni di nicchia o perlomeno fondate sull’autenticità geografica calabrese, la nostra quotidianità e selezione d’acquisto, nonchè le affascinanti e legittime speranze lavorative dei nostri figli.

Direttore responsabile

Vittoria Camobreco

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