Olio di Calabria IGP -EVO

Olio di Calabria IGP -EVO

Descrizione del Prodotto: l’Olio di Calabria IGP è un olio extravergine ottenuto dai frutti provienienti dalle seguenti cultivar autoctone: Carolea, Dolce di Rossano , Sinopolese, Grossa di Gerace , Tondina, Ottobratica , Grossa di Cassano, Tonda di Strongoli, presenti da sole o congiuntamente, in misura non inferiore al 90 %. Il restante 10 % può provenire da cultivar di olive autoctone di minore diffusione.

Aspetto e Sapore: l’Olio di Calabria IGP come descrittori (considerando il CVR% minore o uguale a 20) presenta la mediana del fruttato tra 2 e 8 , un sentore di carciofo erbaceo e floreale con mediana inferiore a 2 e maggiore e uguale a 8, mentre per l’amaro e il piccante la mediana è rispettivamente tra 3 e 6 e tra 4 e 6. L’utilizzo delle cultivar prevalenti permette infatti l’ottenimento di olio con caratteristiche chimiche e sensoriali omogenee e specifiche, ben individuabili che ne definiscono un profilo ben riconoscibile dal consumatore. Tra le «particolarità sensoriali» dell’olio extravergine d’oliva ad Indicazione Geografica Protetta «Olio di Calabria» vi sono in primo luogo il fruttato di oliva verde o appena invaiata, le note floreali e di carciofo, accompagnate da persistenti sentori di erba appena sfalciata, foglia, e pomodoro (verde/maturo). Al gusto, l’ «Olio di Calabria», si fa apprezzare per la struttura armonica dei suoi costituenti, che lo rendono mediamente dotato di amaro e piccante, caratteristica questa riconducibile al contenuto fenolico, medio-alto.

Zona di produzione: la zona di produzione dell’Olio di Calabria IGP comprende l’intero territorio amministrativo della Regione Calabria.

Storia: documentazione relativa allo scambio commerciale dell’Olio di Calabria IGP, attestante la qualità riconosciuta del prodotto, si può desumere da ulteriore documentazione risalente al 1865, dalla quale si evince come alcune aree geografiche della regione Calabria, erano fornitrici della Real Casa Borbonica. La volontà di migliorare la qualità dell’olio di Calabria e di tutelarne la produzione con lo scopo di commercializzare un prodotto sempre migliore, viene testimoniata dal fatto che già nel lontano 1888 con REGIO DECRETO venne istituito in Palmi (RC) …«un frantoio sperimentale per il miglioramento dell’olio di oliva»…(«L’Olio Vergine di Oliva – un approccio alla valorizzazione» – di Sciancalepore Vito – Hoepli edizioni – anno 2002, pp. 141-143), Quanto richiamato in forma documentale dimostra come il binomio Olio-Calabria, è già in essere da lungo tempo.

Commercializzazione: l’Olio di Calabria IGP dopo l’estrazione deve essere conservato in recipienti di acciaio inox o di altro materiale idoneo alla conservazione dell’olio, perfettamente puliti e senza tracce di detergenti, ubicati in locali freschi ed asciutti con valori di temperatura compresi tra i 12 °C ed i 20 °C per la conservazione ottimale dell’olio extravergine di oliva, al fine di evitare variazioni indesiderate delle caratteristiche chimiche ed organolettiche tipiche del prodotto. Prima del confezionamento l’olio deve essere sottoposto a decantazione naturale, filtrazione, o altro mezzo di tipo fisico idoneo ad allontanare eventuali residui di lavorazione (morchie, acque di vegetazione). Per ciò che riguarda lo stoccaggio nei contenitori, è possibile utilizzare gas inerti. L’Indicazione Geografica Protetta «Olio di Calabria» deve essere immesso al consumo in recipienti idonei quali bottiglie di vetro scuro, ceramica e terracotta smaltata o recipienti in banda stagnata di capacità non superiore a l 5 e provvisti di etichetta.

Nota distintiva: nelle aree interessate alla coltivazione dell’olivo per la produzione dell’olio extravergine d’oliva «Olio di Calabria IGP – EVO», il clima è caratterizzato da una stagione rigida e umida, da dicembre a febbraio, con temperature minime che possono scendere sotto gli 8 °C, seguita da un periodo estivo caldo e asciutto, da maggio a settembre, con temperature che superano frequentemente i 32 °C nel periodo di luglio-agosto, al quale corrispondono lunghi periodi di siccità, attestati dalla bassa percentuale di piovosità, non superiore al 10 %, del totale annuo delle precipitazioni (in media 600 mm).

fonte: Qualifica

30 marzo 2018 / by / in

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Vuoi rimanere sempre aggiornato sui nostri contenuti?
ISCRIVITI ADESSO ALLE NEWSLETTER
Seguici sui nostri social
I tuoi dati non saranno mai condivisi con terze parti.
Iscrivendoti accetti i nostri termini sulla privacy.