I vini

vite_01La Calabria si presenta come una terra aspra e affascinante, dove solo di rado le montagne danno spazio a rotonde colline dai ripidi pendii. Pur disponendo di ideali condizioni climatiche in pianura e in certi suoi altopiani, per lungo tempo questa regione è rimasta nell’ombra del mondo vitivinicolo nazionale. Da qualche anno però assistiamo ad una ripresa produttiva ispirata a nuovi criteri di qualità, attraverso un più attento lavoro in vigna e all’applicazione di nuove tecniche in cantina.

Se torniamo un pò indietro negli anni, la Calabria ha una storia vitivinicola simile a quella delle altre regioni bagnata dai mari Tirreno e Ionio, con una civiltà italica che si evolve diversamente ma in parallelo a quella greca e ne resta profondamente influenzata. All’interno della regione gli italici coltivavano uve del luogo in vigneti rudimentali, ottenendo, si pensa, vini mediocri. Sui litorali però, sono i Greci che fin dall’ VIII secolo a.c. individuavano le zone vocate alla vite e danno impulso con i loro vitigni e con le loro pratiche eroiche ad una ottima produzione divenuta ben presto celebre: proprio il vino Krimisa ottenuto da uve della costa ionica, tra Sibari e Crotone, nella zona ove tuttora si produce il vino Cirò, veniva offerto ai vincitori delle Olimpiadi, che si svolgevano in Grecia ogni quattro anni. Fu la stessa Calabria, ove si coltivava la vite alta da terra, che contribuì con la sua tradizione vitivinicola a rendere rinomato il territorio italico, detto dai greci anche “Enotria”, cioè terra del vino.

Sempre questa regione offrì le prime testimonianze di un imponente e organizzata esportazione del vino. Questo partiva dal porto di Sibari, passava attraverso veri e propri enodotti, per essere caricato agevolmente sulle navi. I vini di questa regione ebbero ancora momenti felici attorno al XIV e al XVI secolo. Con all’avvento della fillossera però, nei primi del 1900, i fiorenti vigneti furono distrutti e le opere di reimpianto avvennero lentamente, senza raggiungere mai risultati del periodo precedente, anche a causa della massiccia emigrazione della popolazione, nel frattempo avvenuta. I vitigni più coltivati oggi sono il gaglioppo, con circa 80% della produzione di viti a bacca rossa e il greco bianco con circa il 90% di quella a bacca bianca.

Gli altri principali vitigni a bacca rossa sono: aglianico, barbera, cabernet franc, cabernet sauvignon, calabrese, castiglione, greco nero, magliocco canino, malvasia nera di brindisi, marsigliana nera, merlot, nerello cappuccio, nerello mascalese, nocera, pecorello, prunesta, sangiovese. Gli altri principali vitigni a bacca bianca sono: ansonica, chardonnay, guardavalle, guarnaccia, malvasia bianca, manzoni bianco, montonico bianco, moscato bianco, pinot bianco, riesling italico, sauvignon, sèmillon, traminer aromatico, trebbiano toscano.

I tipi di allevamento si evolvono lentamente verso l’alberello basso, il cordone speronato orizzontale e verticale, la controspalliera. Vini DOC, DOCG e IGT Cirò DOC. Oltre al territorio dei comuni di Cirò e Cirò Marina, che rappresenta la zona originaria (dove sorgeva l’antica Cremista), è interessato alla produzione dei vini “Cirò” anche parte del territorio dei comuni di Melissa e Crucoli, sempre in provincia di Crotone nei tipi: Rosso, Rosato, Bianco.Scavigna DOC. Nella zona denominata “Scavigna”, comprendente parte dei comuni di Nocera Terinese e di Falerna, in provincia di Catanzaro, si produce l’omonimo vino nei tipi:

Bianco e Rosso.

Arghillà IGT.

Bivongi DOC.

vite_05Nell’intero territorio amministrativo di nove comuni della provincia di Reggio Calabria, tra cui Bivongi (da cui il nome), e in quello di Guardavalle in provincia di Catanzaro, si produce questo vino nei tipi: Bianco, Rosso e Rosato Calabria IGT. Condoleo IGT. Costa viola IGT. Donnici DOC.

In provincia di Cosenza, nel territorio di una decina di comuni, capoluogo compreso, si producono i seguenti vini bianchi, rossi e rosati riuniti sotto l’unica denominazione “Donnici: Bianco, Rosso, Rosato. Esaro IGT. Greco di bianco DOC. Prodotto esclusivamente nell’intero territorio comunale di Bianco e in parte di quello di Casignana, in provincia di Reggio Calabria, con le uve del vitigno Greco bianco, questo vino ha un colore giallo tendente al dorato con eventuali riflessi ambrati; odore etereo, caratteristico, sapore morbido, caldo, armonico con caratteristico retrogusto. Gradazione minima: 17°. Invecchiamento obbligatorio: un anno. Uso: da dessert. Lamezia DOC. La denominazione di origine controllata “Lamezia” è riservata ai vini prodotti nel territorio amministrativo del comune di Lamezia Terme e di altri otto comuni della provincia di Catanzaro nei tipi: Bianco, Rosso, Rosato e Greco. Lipuda IGT. Locride IGT. Melissa DOC.

Nel territorio comunale di Melissa e in quello di altri comuni della provincia di Catanzaro vengono prodotti questi due vini: Bianco e Rosso. Palazzi IGT. Pellaro IGT. Pollino DOC. Prodotto nel territorio di alcuni comuni della provincia di Cosenza con le uve di Gaglioppo, Greco nero, Malvasia bianca, Montonico bianco e Guarnaccia bianca, questo vino ha un colore rosso rubino o rosso cerasuolo; profumo caratteristico, sapore pieno, asciutto. Gradazione minima: 12°. Uso: da pasto. Con una gradazione minima di 12,5° e un invecchiamento di due anni, questo vino può portare in etichetta la qualificazione “superiore”. San Vito Liuzzi DOC.

In vigneti ben esposti, ubicati nella frazione di San Vito nel comune di Luzzi, in provincia di Cosenza, si produce l’omonimo vino nelle seguenti tipologie: Bianco e Rosso. Santa Anna di Isola Capo Rizzato DOC. Questi due vini, rosso e rosato, sono ottenuti dalle uve di Gaglioppo, Nocera, Nerello Mascalese, Nerello Cappuccio, Malvasia nera, Malvasia bianca e Greco bianco prodotte in tutto il territorio comunale di Isola Capo Rizzuto e in parte di quello dei comuni di Crotone e Cutro (provincia di Catanzaro); hanno un colore rosso rosato più o meno carico; odore vinoso, caratteristico; sapore asciutto, armonico, rotondo. Gradazione minima: 12°. Uso: da pasto. Savuto DOC.

In vari comuni delle province di Cosenza e Catanzaro si produce questo vino, che ha preso il nome dal fiume Savuto che attraversa la zona, nei tipi rosso o rosato. Ottenuto con le uve di Gaglioppo, Greco nero, Nerello Cappuccio, Magliocco Canino, Sangiovese, Malvasia bianca e Pecorino, ha un colore rosso rubino più o meno carico o rosato, profumo caratteristico, sapore pieno, asciutto. Gradazione minima: 12°. Uso: da pasto. Con una gradazione minima di 12,5° e due anni di invecchiamento può portare in etichetta la qualificazione “superiore”. Scilla IGT. Val di Neto IGT. Valdamato IGT. Valle del Crati IGT. Verbicaro DOC. Questo vino viene prodotto in parte del territorio dei comuni di Verbicaro (da cui il nome), Grisolia, Orsomarso, San Domenico Talao, Santa Maria del Cedro, in provincia di Cosenza, nelle tipologie: Bianco, Rosso e Rosato

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