Olio extravergine di oliva: annata in chiaro, ma data di consumo libera

Olio extravergine di oliva: annata in chiaro, ma data di consumo libera

Sull’extra vergine di oliva italiano, accanto al termine minimo di conservazione, dovrà comparire la campagna olearia, se l’olio è stato ottenuto in un’unica annata. E la novità della legge europea 2015-2016 approvata in via definitiva dalla camera venerdì scorsa L’Italia, così, viene incontro alle contestazioni dell’Unione europea che aveva aperto una procedura di pre contenzioso (Eu Pilot 4632 1131 Agri) su due articoli della legge salva olio (n. 9/2013). Il provvedimento cancella la maggiore evidenza cromatica per «l’indicazioN ne d’origine delle miscele di oli d’oliva originari di più di uno stato membro dell’Unione europea o di un paese terzo». Viene inoltre significativa- mente modificato l’articolo 7 della legge salva olia Cancellato il limite massimo di 18 mesi dalla data di imbottigliamento, il termine minimo di conservazione verrà deciso, senza alcuna limitazione, dal produttore o dall’imbottigliatore. Sotto la sua responsabilità che, fino alla data indicata, l’olio mantenga tutte le caratteristiche indicate in etichetta. In caso contrario pub essere contestato il reato di frode in commercio.

Nella legge europea, la modalità con cui dovrà essere espresso il termine minimo di conservazione ricalca quanto previsto dall’allegato X del regolamento 11691 2011, prevedendo che si debba indicare «da consumarsi preferibilmente entro il» seguito da giorno/mese/anno o «da consumarsi preferibilmente entro» se si utilizza mese /anno o semplicemente l’anno, nel caso di scadenza superiore ai 18 mesi. Solo per l’olio extra vergine di oliva italiano, il termine minimo di conservazione andrà affiancato alla campagna olearia di riferimento se l’olio è stato prodotto in una singola annata. Tipicamente per un extra vergine prodotto nel novembre prossima la campagna olearia dovrà essere indicata come 2016/2017. In caso di miscele di oli di diverse annate la campagna olearia non potrà essere indicata. I consumatori, quindi, presto potranno sapere anche l’anno di produzione oppure, in caso di assenza della campagna olearia, che l’olio è frutto di un blend tra olio vecchio e olio nuova.

Fonte: Italia Oggi

6 luglio 2016 / by / in
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